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Sindaco e Cittadini

Taccuino di viaggio

Raccolta di notizie, commenti, informazioni ed opinioni sulle tematiche di attualità riguardanti Busalla e non solo.

Busalla, 26 agosto 2008

 

Il 25 luglio scorso, con dieci voti favorevoli e due astenuti, il Consiglio Comunale di Busalla ha approvato il “PROGETTO PRELIMINARE PER IL RESTAURO E LA RIQUALIFICAZIONE DEL COMPLESSO DI VILLA BORZINO - LINEE DI INDIRIZZO CONSILIARE E RICHIESTA PARERE ALLA SOVRINTENDENZA”.

Per meglio chiarire l’importanza di questa iniziativa, un altro tassello non secondario nel nostro cammino di programmazione del “futuro di Busalla“ (mi auguro futuro abbastanza prossimo e non remoto), ritengo utile pubblicare di seguito l’intervento con il quale ho presentato il progetto in sede di Consiglio Comunale. In fase successiva pubblicheremo invece il testo illustrativo del Progetto preliminare.


“Comunicazioni del Sindaco al Consiglio Comunale del 25 7 08” Villa Borzino. I perché di una scelta.

Ricorderete tutti come muovendo i primi passi di questo mandato io avessi indicato quale nostro prioritario obiettivo una permanente e globale attività di programmazione. Credo che questo impegno non sia stato disatteso: i documenti che abbiamo prodotto in questi anni non sono semplici pezzi di carta ma indicazioni precise sulla base delle quali, se lo si vorrà, sarà possibile avviare le più importanti scelte future con le quali il nostro Comune dovrà necessariamente confrontarsi.

Mancava fino a questo momento una indicazione precisa su quello che a nostro giudizio deve essere il destino di Villa Borzino, il grande edificio con parco annesso, entrato a far parte del patrimonio comunale alla fine degli anni ’60.

Ci si può chiedere, a distanza di quasi quarant’anni: fu una scelta oculata quell’acquisto? Io credo di si: in quel modo, bene o male che sia stata gestita l’operazione, fu possibile sottrarre alla speculazione edilizia, sia pure solo in parte, una grande area verde del nostro territorio comunale, e fu acquisito un edificio di grande suggestione architettonica, del quale ancora oggi, a distanza di decenni, nonostante sia andato soggetto ad un notevole degrado, sono proponibili il recupero e la valorizzazione.

Sia chiaro che sui limiti di quell’operazione io ho sempre avuto idee ben precise. E vi prego di scusare la lunga autocitazione a seguire, ma questa mi sembra essenziale per un inquadramento definitivo del problema (perché di un problema effettivamente si tratta) chiamato “Villa Borzino”.

In qualità di Segretario del Centro di Studi Storici per l’Alta Valle Scrivia e Località Viciniori così mi esprimevo in una lettera del 9/5/1994 indirizzata alla Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici della Liguria, in occasione della formulazione di un progetto, poi abortito, di realizzare nel parco della villa la nuova palestra scolastica comunale, quella che avrebbe poi trovato la sua collocazione nell’area di Piazza Europa a Sarissola:


“Sugli scempi perpetrati in questo splendido parco a partire dall’acquisizione da parte del Comune di Busalla... è ormai inutile ritornare. Già all’indomani dell’acquisto una consistente porzione del parco, quella posta in posizione più eminente, fu alienata... Il risultato fu la realizzazione di due palazzacci condominiali con vista parco che determinarono l’immediata fine di quelle che veramente erano state la grazia, la perfezione, l’opulenta meraviglia di Villa Borzino. Più recentemente ha provveduto a completare l’opera un orrendo prefabbricato in vetrocemento, lanciato come un autentico ponte di arrembaggio da sottostante edificio scolastico nel bel mezzo del parco, a dimostrazione che in Italia non è mai detta l’ultima parola in fatto di cattivo gusto...

Il parco attuale non è più quell’“entità” originale e maestosa che in mezzo a tante brutture post-belliche, alle raffinerie costruite fra le case del paese, era lì a ricordare, se non altro, che ci sono stati dei tempi nei quali perfino gli arricchiti erano capaci di usare i loro soldi per inseguire il miraggio, non diciamo di rispettare (che è cosa più difficile) ma almeno “di fare più belli“ la natura e il paesaggio, e non di distruggerli.

Ma è pur sempre un qualcosa che ancora adesso, solo che fosse “scontornato” dalle miserie che lo deturpano, può continuare ad evocare in ampia misura quel sogno di commista integrazione fra bosco domestico e foresta esotica che caratterizzava i parchi delle grandi ville dell’oltregiovo genovese realizzate negli anni a cavallo fra il XIX e il XX secolo... È molto meglio a nostro parere che il parco stesso venga “ridisegnato, e i suoi confini diversamente definiti (e quindi la sua area ridotta)... in modo che venga in parte recuperata (e stavolta con rigido vincolo di tutela) la sua “anima vera”, o meglio quello che ne rimane...“


Perché ho ritenuto di infliggervi questa lettura?

Semplicemente perché ritengo che ogni serio tentativo di interrogarsi sul futuro di Villa Borzino non possa fare a meno di accettare le conclusioni cui ero pervenuto in quel lontano 1994: indipendentemente dagli interventi sull’edificio, abbastanza rigidi per gli evidenti vincoli monumentali, ed alle ipotesi di miglior utilizzo, per le quali è invece ammessa la più ampia discrezionalità progettuale, c’é un punto fermo sul quale non possono essere accettate divagazioni di sorta, ed è quello che occorre dare per acquisito il fatto che il parco della Villa non è più recuperabile nella sua interezza e che ne va completamente ridisegnato il perimetro.

Grosso modo, dal parco stesso deve essere scontornata la parte sottostante i due edifici condominiali; di questa parte l’inferiore, una volta resa meglio accessibile a mezzo di interventi che al momento non saprei precisare, deve trovare sua elettiva destinazione come parco giochi per ragazzi, funzione alla quale sia pure in modo un po’ approssimato è destinata già da ora; mentre della sezione immediatamente sottostante i due palazzi condominiali deve essere prevista un futuro utilizzo di servizio, che al momento non saprei altrimenti indicare in altro che in una destinazione a parcheggi coperti pertinenziali alle nuove attività cui potrà essere destinata Villa Borzino dopo l’accurato e rispettoso restauro che dovrà riportare l’edificio alla maestosità e all’eleganza che lo caratterizzava nei primi decenni dello scorso secolo.

Per contro il ninfeo e l’accesso da Piazza Malerba dovranno continuare a rappresentare parte essenziale del complesso a recuperarsi, tenuto anche conto che l’aggetto dell’orrido prefabbricato scolastico sulla parte ancora recuperabile del parco verrà a cessare una volta che l’ex scuola “Rinaldo Traverso”verrà riconvertita ad edificio di civile abitazione.

Fatte salve queste premesse, in mancanza delle quali il discorso della valorizzazione e del recupero di Villa Borzino non può essere neppure avviato, è necessario che alla base di ogni ipotesi progettuale così finalizzata vi sia l’accettazione di un postulato a mio giudizio irrinunciabile, che è il seguente.

Il Comune di Busalla non è in grado (non lo è mai stato e meno che mai potrà esserlo in futuro) di gestire in modo adeguato ed ottimale Villa Borzino con mezzi propri, vale a dire facendo ricorso ai limitati finanziamenti messi a disposizione dal Bilancio Comunale,sia pure integrati con i modesti introiti degli affitti corrisposti dagli Enti pubblici che hanno attualmente la propria sede nell’edificio.

E in particolare (e mi riferisco sopratutto al parco), salvo limitati interventi in corrispondenza del settore utilizzato come area giochi per i ragazzi, non può garantirne, facendo ricorso al personale dipendente, già oberato da mille impegni certamente prioritari, un ottimale servizio di costante pulizia, diserbo, sorveglianza contro il vandalismo, e via di questo passo (si racconta che Emilio Borzino, per garantire la perfetta conduzione del parco, avesse a disposizione ben quattordici giardinieri: a parte queste esagerazioni, il Comune di Busalla non sarebbe in grado di destinare neppure una sola unità per la gestione continuativa ed ottimale del complesso).

Al massimo, in assenza di una decisa inversione di rotta nella conduzione e destinazione di Villa Borzino, può solo cercare di renderne meno rapido, facendo ricorso ad interventi “tapullo”(comunque sempre eccessivamente impegnativi rispetto alle ristrettezze del Bilancio), il progressivo ed inesorabile degrado. Si pensi che solo il tentativo (fortunatamente riuscito) di salvare le siepi di bosso (essenza vegetale pregiatissima) la cui sopravvivenza due o tre anni or sono appariva irrimediabilmente compromessa, ha richiesto un impegno finanziario di ben 15.000 euro!

No e poi no, assolutamente. Per riportare Villa Borzino all’antico splendore è necessario avere il coraggio di cambiare completamente rotta, ed è quanto crediamo di aver fatto prima ipotizzando e poi affidando a esperti assolutamente qualificati l’incarico di avviare un progetto credibile e razionale di gestione pubblico/privata.

Un progetto che affidiamo questa sera al Vostro giudizio, chiedendovi inoltre di voler disporre, in caso come auspicato di Vostra approvazione, che lo stesso venga inviato in tempi brevi alla Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici della Liguria per un primo parere di “massima”.

Mauro Valerio Pastorino

Parole dette e scritte. Documenti del quinquennio 2004–2009

Raccolta degli interventi pronunciati e scritti dal Sindaco. Corrispondenza.

Ultimo inserimento: 15/10/2007 – Un nuovo inserimento nei "Documenti del quinquennio": le "Comunicazioni al Consiglio Comunale"

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