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Firme e Mancate Firme
No alla centrale a biomasse del tipo "a olio di colza"

Busalla, 12 giugno 2007

 

Due notizie. La prima di segno assolutamente sgradevole. Il 9 maggio 2007 doveva esserci, presso la Regione Liguria, la firma del protocollo d’intesa fra R.F.I ed Istituzioni per l’avvio del progetto di recupero delle aree ferroviarie dismissibili del tratto Busalla – Borgo Fornari. Un primo traguardo, lungo un irto percorso per il cui avvio erano stati necessari due anni di intenso lavoro.
Quella mattina doveva esserci la firma dicevo, o almeno così pensavano l’Assessore alle Infrastrutture, Trasporti, Porti e Logistica della Regione Liguria, il Vicepresidente della Provincia, i Sindaci di Busalla e Borgo Fornari e il Presidente della Comunità Montana Alta Valle Scrivia, che erano puntualmente presenti all’appuntamento.
Ma quella firma non c’è stata, e a spiegazione mi limito a riportare il testo del telegramma a mia firma inviato in tarda mattinata del 9 maggio al Presidente della Regione Liguria:
“Quanto verificatosi questa mattina in sede di tavolo istituzionale convocato per la firma del protocollo d’intesa relativo alle aree ferroviarie dismissibili del tratto Busalla–Borgo Fornari viene interpretato dalla scrivente Amministrazione come gravissima mancanza di rispetto nei confronti delle Istituzioni Regionale, Provinciale e Comunali e della Comunità Montana Alta Valle Scrivia da parte del rappresentante di R.F.I.
Se perplessità continuavano a sussistere da parte di quell’Amministrazione, dovevano essere trovate, attraverso le vie formali, nel dovuto rispetto reciproco, le modalità e i tempi per non arrivare alla convocazione evidentemente intempestiva del tavolo stesso. La prego di farsi portavoce della nostra indignata protesta nelle sedi ritenute opportune”.
Altro non ritengo di dover aggiungere. Purtroppo ci stiamo abituando a tutto. Perfino a prendere “con filosofia”, quasi con niente più che un’alzata di spalle, anche le più incredibili “cadute di stile”. Io non ci riesco ancora completamente.

 

Passiamo alla seconda notizia. Credo sia importante.
 In questi giorni si è concluso il complesso ed approfondito iter valutativo del progetto di Centrale a Biomasse del tipo ad olio vegetale (colza), che la Ditta IPLOM, attraverso la partecipata “S. Marco Energia S.R.L.” intenderebbe realizzare all’interno delle aree di pertinenza della raffineria, e precisamente in località Boccarda.
Anticipo subito che il parere dell’Amministrazione Comunale di Busalla, il quale va ad affiancarsi a pronunciamenti di ugual segno formulati da altri organismi istituzionali (e mi riferisco prima di tutto alla Provincia di Genova), è assolutamente e definitivamente negativo.
Penso vi sia necessità di una spiegazione, sopratutto perché, come è noto a tutti i Cittadini (o almeno lo dovrebbe), l’Amministrazione Comunale è in linea di principio favorevole alla realizzazione di impianti a biomasse, vale a dire con utilizzo di combustibili non fossili di origine vegetale, per la produzione di energia termica ed elettrica.
E lo è a tal punto da avere in pratica patrocinato, attraverso una specifica delibera adottata dal Consiglio Comunale, la realizzazione nel nostro territorio (purché venga individuato un sito idoneo) di un impianto “a biomasse” che dovrà sfruttare come combustibile essenzialmente il legno non trattato, vale a dire quello proveniente dal taglio dei boschi.
Perché allora il legno sì e la colza no?
La risposta l’ha fornita, avvalendosi di consulenze a tutti i livelli (c’è stato anche un approfondito incontro con i tecnici e gli esperti dell’IPLOM), la Consulta Comunale per l’Ambiente, un organismo “nuovo”, a suo tempo “inventato” e fortemente voluto dalla nostra Amministrazione. Un organismo – ora possiamo dirlo senza timore di essere smentiti – sulle cui potenzialità “operative” avevamo visto giusto. Infatti la “Consulta”, ora che è entrata in regime di piena attività, si sta rivelando uno strumento di studio e consulenza estremamente qualificato ed essenziale per la valutazione delle problematiche e delle criticità legate all’ambiente, che nel nostro Comune sono davvero tante.
Quali le conclusioni cui è pervenuta la Consulta?
Potete prenderne conoscenza nella lettera allegata di seguito, che è stata inviata al Settore Valutazione Impatto Ambientale del Dipartimento Ambiente della Regione Liguria con il già ricordato parere definitivamente negativo del Comune di Busalla, la quale le ha integralmente recepite.
Ma giusto per anticipare qualcosa, quali, in sintesi, le conclusioni cui è pervenuta la Consulta? Essenzialmente queste:
Biomassa d’accordo. OK agli impianti a combustibile vegetale, che avviano un circolo virtuoso della CO2 presente in natura e permettono di ridurre l’immissione nell’atmosfera di un’altra CO2, quella immagazzinata nel corso di milioni di anni nelle rocce sedimentarie del globo terrestre (carbone e petrolio, tanto per capirci), che nel sottosuolo deve rimanerci il più possibile per non aggravare l’effetto “serra”.
Biomassa d’accordo, dice dunque la Consulta all’Ambiente del Comune di Busalla, ma attenzione! Non tutti gli impianti a biomassa sono uguali. Ce ne sono alcuni per i quali esistono ancora problematiche tanto grandi da renderne improponibile un avvio, per molti versi innegabilmente sperimentale, in un’area già penalizzata dalla presenza di impianti industriali che dovrebbero essere stati collocati in qualunque altro posto fuorché all’interno di un contesto urbano. E purtroppo l’impianto “a colza” appartiene a questa discutibile categoria.

A questo punto, per passare dai “flash” all’approfondimento delle motivazioni che hanno permesso all’Amministrazione di formulare un parere senza sfumature, non resta che leggere con attenzione la lettera resa pubblica di seguito.

Mauro Valerio Pastorino

Testo della lettera (formato pdf)

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