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Posta su di una collinetta, al centro del paese sorge la Parrocchia di
San Giorgio Martire, sorta a ridosso dell'antica cappella castrense di Santa
Maddalena.
Il 28 maggio del 1600 Guidone Blexio, vicario del vescovo di Tortona, poneva
la prima pietra della chiesa parrocchiale di Busalla.
La costruzione si presenta a tre navate. Nella seconda campata della navata
destra è possibile ammirare "la Vergine appare a San Gaetano", di Pietro
Raimondi, allievo di Domenico Piola. Di fronte a questa, nella navata
sinistra "I SS. Giovanni Battista, Antonio Abate e Maddalena" di Bernardo
Castello. Nel presbiterio invece, è possibile osservare due opere,
visibilmente ridipinte, di Giovanni Battista Carlone: "San Paolo e Plotilla"
e "Decollazione di San Paolo".
Un tempo, al posto dell'imponente palazzo che sorge sulla destra della chiesa parrocchiale di Busalla, faceva bella mostra di sé il Palazzo Marchionale. Oggi completamente distrutto e sostituito da unità abitative che ne hanno rispettato la pianta a forma di ferro di cavallo. Presso il Palazzo Municipale è conservato parte del fregio che decorava il cornicione del Palazzo Marchionale.
Accanto al campanile della Parrocchia di San Giorgio si trova l'Oratorio di San Bernardo, costruito nel primo decennio del 1600.
Dove ora sorgono le Opere Parrocchiali, nel 1974, sono stati ritrovati alcuni frammenti della base di una delle torri del castello di Busalla, del leggendario maniero degli Spinola. Le foto di questo ritrovamento sono conservate presso la Sezione archeologica del Museo Storico a San Bartolomeo di Vallecalda, a Savignone.
Lungo il torrente Seminella, si sviluppano le frazioni di Sarissola, Semino e Camarza.
Sarissola, pur rappresentando il quartiere moderno di Busalla, con il suo
aspetto tipicamente metropolitano, possiede un proprio centro storico, che
ancora oggi è in grado di mostrare l'aspetto urbanistico preindustriale.
La Chiesa Parrocchiale, anch'essa intitolata a San Giorgio Martire e
afferente alla diocesi di Tortona, è molto più antica di quella di Busalla.
Al suo interno è possibile ammirare l'"Annunciazione" di Bernardo Castello.
Da Sarissola la strada sale, toccando le piccole località di Salvarezza e Olivieri, attraversando una zona di grande interesse paesaggistico, fino a raggiungere il valico, presso il Santuario della Bastia, uno dei punti di contatto tra i calcari dell'Antola e i conglomerati di Savignone.
Bastia può essere qualificata come una delle piccole oasi di pace
dell'Entroterra Ligure. La cresta del monte sul quale sorge l'abitato
ospita, da tre secoli, il Santuario di Nostra Signora della Bastia.
Il bianco santuario è dotato di un agile torre campanaria e la zona, che si
erige sui suoi costoloni, rappresenta meta ambita per i villeggianti. La
leggenda narra che in quel luogo venne ritrovata una statuina miracolosa
della Madonna, la stessa statua che oggi è possibile ammirare sul timpano
esterno della facciata del Santuario. Dinanzi ad esso, dal 1946, è
incastonata in una grotta ricavata dal conglomerato una grande effige in
marmo della Madonna, dello scultore genovese G.B. Araldi.