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La Chiusa

Un buon esempio di integrazione e riutilizzo delle risorse naturali è fornito dalla Chiusa (Ciüsa) di Busalla.

Al centro del paese, sul lato destro di via Vittorio Veneto, si dipana un piccolo sentiero che costeggia il rio Busalletta. A sua volta questo corso d'acqua è affiancato da un canale, stretto e di pregevole manifattura.
Carte topografiche custodite all'interno dell'archivio storico del Comune di Busalla fanno risalire l'esistenza di questo canale, o di uno di manifattura precedente, alla prima metà del 1700.
Per circa un chilometro e mezzo, il manufatto si arricchisce di canali scolmatori e ponti, sia in ferro che in pietra, che ne hanno agevolato la pendenza ed il superamento della tortuosità dei tratti.

La funzione era quella di portare acqua a due mulini, che si trovavano a fondo valle, in prossimità del ponte romanico sul Busalletta. E, in epoca successiva, anche di fornire l'acqua destinata a diventare forza motrice nelle locomotive a vapore della vicina stazione ferroviaria.
Caratteristiche sono le prese per l'acqua, situate in una proprietà del Comune di Busalla, che prende il nome di "piana di Nardin", a ridosso del fumaiolo (pozzo di aerazione) della galleria ferroviaria Mignanego – Ronco Scrivia. Il percorso entrerà a far parte di un itinerario del Museo Storico dell'Alta Valle Scrivia.

Le peculiarità di questo piccolo lembo di territorio sono legate alle storia della vita degli abitanti di Busalla. Esso racconta di marachelle, di giochi d'acqua e divertimenti tra ragazzi, di storie di donne raccontate quando ancora si lavavano i panni fuori casa, utilizzando l'acqua della Chiusa. Stampate sulle sue pietre persistono, però, immagini di guerra: quando si doveva scappare dall'invasore e quando i busallesi rischiavano la vita per portare quei pochi viveri messi da parte a chi ne aveva veramente bisogno, oppure le peregrinazioni per arrivare dall'antica via del sale al centro di commercio "Buzalla".

Il percorso si snoda a pochi metri dal centro cittadino ed offre una variegato panorama naturalistico: è possibile rintracciare varie specie arboree e botaniche, animali autoctoni, quali tritoni, salamandra pezzata e calopterix virgo (una bellissima libellula dalle striature azzurre), gamberi e ostriche di fiume, astori ed altri rapaci.
Lungo il sentiero che costeggia la Chiusa sono stati inseriti dei pannelli esplicativi.

Nelle aspirazioni future delle autorità amministrative del comune c'è anche quella di realizzare una postazione di bird–watching proprio nella piana di "Nardin".

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