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Villa Borzino

Orario di apertura invernale del parco (dal 16 settembre al 31 marzo): dalle ore 7.30 alle ore 18.30.
Orario di apertura estivo del parco (dal 1 aprile al 15 settembre): dalle ore 7.30 alle ore 20.30.

Posta in una delle località di villeggiatura predilette dalla borghesia del primo Novecento, la villa è oggi proprietà del Comune di Busalla.

Committente fu Emilio Borzino, personalità nota nell'ambiente economico e politico genovese, assicuratore ed importante esponente del Partito Liberale Italiano.
La documentazione grafica e fotografica conservata presso l'archivio dell'architetto Giuseppe Crosa di Vergagni, oggi presso "The Mitchell Wolfson jr. Collection" di Genova, non consente di comprendere l'entità e la durata degli interventi operati da questo progettista (Crosa di Vergagni) sul complesso stesso. Alcune foto dell'epoca mostrano l'edificio durante i lavori in seguito ai quali esso assunse l'aspetto del tipico palazzo di villa della tradizione architettonica genovese cinque–seicentesca, con due avancorpi laterali, la doppia scalinata, la loggia al primo piano, le balaustre in marmo, il cornicione; su un lato appare inglobata una torre con l'ultimo piano aggettante su beccatelli.

L'intervento attuato dal Crosa si configurerebbe quindi come inteso a nobilitare, arricchendola di decorazioni tratte da questo repertorio "tradizionale", una assai più semplice ed anonima costruzione preesistente. Quanto al giardino, i disegni dell'archivio Crosa riguardano soprattutto la realizzazione di un pozzo in ferro battuto, attuata nel 1929, e la costruzione del nuovo campo da tennis, realizzato nel 1927–29, in sostituzione di un precedente situato immediatamente dietro la casa, al quale si accedeva mediante una doppia rampa di scale ornata al centro da un ninfeo e preceduta da una piazzuola pavimentata con mosaico di ciottoli.

Manca invece del tutto – e ciò rende incerta un'attribuzione a questo architetto – la documentazione relativa alla grotta, situata immediatamente a sinistra dell'accesso alla villa: aldilà della sua paternità, essa è comunque un documento interessantissimo di riproposta, in epoca moderna, di uno degli elementi più tipici dell'architettura dei giardini genovesi storici: si tratta di una sala a pianta centrale, le cui pareti appaiono rivestite da decorazioni a mosaico polimaterico policromo, con inserti di rose di conchiglie, pavimentazione a ciottoli bianchi e neri e vasca posta di fronte all'ingresso; la volta della cupola è decorata da una scena di caccia, conclusa in alto da una corona di foglie e frutti che circonda l'apertura centrale del lanternino: si tratta di una vera e propria copia di una grotta genovese, quella Grimaldi–Sauli, scoperta e studiata da Lauro Magnani e oggi in pessime condizioni di conservazione.
In una pianta, ritrovata tra le carte di Crosa, la "copia" di Busalla è segnata senza data, mentre datata 1932 è la vicina fonte rivestita a "grottesco".

Pur mancando la documentazione d'appoggio relativamente alla grotta di Villa Borzino, un'assegnazione al Crosa non sembra del tutto inverosimile: si tratta infatti di una citazione "colta"; che si ispira a quello stesso gusto storicista e alla stessa volontà di rendere l'intero complesso il più possibile affine alle grandi ville genovesi della tradizione alessiana.

Da "La memoria, il tempo, la storia nel giardino italiano fra '800 e '900" a cura di Vincenzo Cazzato, Ministero per i beni e le attività culturali – Ufficio Studi – Edizione: Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – Libreria dello Stato.

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